Negli ultimi mesi mi è capitato di avere diverse conversazioni al limite del probabile, tutte riguardanti la condizione dei giovani in Italia e il loro rapporto col mondo del lavoro. Personalmente, credo che i dati parlino da soli: l’Istat ci dice che in Italia circa il 46% delle donne non ha un’occupazione e che sono disoccupati anche il 35,9% dei giovani di età compresa tra i 15 e i 24 anni. Essendo una giovane donna direi che le mie prospettive sono tutt’altro che rosee.
Nonostante questo mi rimbocco le maniche e mi impegno al massimo in tutto quello che faccio, comprese le cose per cui non ho una spiccata propensione.
Sono però arrivata a un punto in cui non riesco più sopportare certi commenti e certe frasi. Non è spocchia, nè superiorità, nè altro se non una certa stanchezza e insofferenza cronica per essere sempre, continuamente mazziata.
Queste sono le tre frasi che non vorrei sentirmi dire mai più.
1) E’ lei che si occupa di questa cosa? (frase di solito accompagnata da faccia prima sgomenta e poi preoccupata)
Sì, sono io. Sì, ho 23 anni. Sì, ne dimostro meno. Sono giovane, e allora? Questo non significa che automaticamente si possa supporre che io sia incapace o inaffidabile. Se mi è stato affidato un lavoro di responsabilità in un ambiente in cui non si può sbagliare significa che sono in grado di gestirlo. Un po’ di fiducia, adulti; aiutateci a sentirci meno tagliati fuori dalla società credendo in noi, invece che riempirvi la bocca di slogan come il retorico e vuoto: “Largo ai giovani!”.
2) Devi imparare il multitasking.
Multitasking significa che devi essere in grado di seguire più cose contemporaneamente ed è una capacità che torna molto utile, soprattutto in una società come la nostra che ne ha fatto una virtù. Perfetto. Perchè non voglio più sentirmelo dire (specialmente se in tono sprezzante e accusatorio come se stessi tutto il giorno a non fare nulla)?
Perchè frequento le lezioni universitarie, studio cercando di mantenere la media sopra il 28, lavoro e cerco di fare esperienze che possano essermi utili per il curriculum e quindi per trovare un buon lavoro una volta finita l’Università, frequento corsi per migliorare l’inglese, imparare il tedesco e i linguaggi di progettazione dei siti web, mi tengo aggiornata sul mondo della comunicazione, vado in palestra o in piscina perchè credo nel motto degli antichi “mens sana in corpore sano” e, credetemi, l’elenco non finirebbe certo qui. Se non è già multitasking questo… la notte è ancora fatta per divertirsi e dormire, e non il contrario come sostiene qualcuno: inoltre, abbiamo già visto a cosa porta la formula “all work and no play…“
3) Io, alla tua età, per mantenermi, facevo due lavori…
Io li farei anche molto volentieri due lavori per uscire di casa e mantenermi da sola. Ma per uno non hai abbastanza esperienza, per l’altro sei troppo qualificato, per il terzo “le faremo sapere”. Per la maggior parte non verresti stipendiato perchè è uno stage e ti offrono già la fantastica e irripetibile occasione di imparare, cosa vuoi di più? Peraltro, con gli “stipendi” che talvolta ti vengono proposti, per mantenersi dignitosamente (e con ciò intendo mangiare tutti i giorni e pagare le bollette), due lavori potrebbero non bastare. E, come molti di noi ben sanno, la casistica è molto più ampia.
Carissimi anziani che ritenete i vostri consigli preziosissimi e poi vi lamentate se nessuno vi ascolta, pensate due volte prima di parlare.





Ma il punto è proprio questo: vivere abbastanza significa fare molte esperienze/attività o significa dare un valore specifico ad ognuna di esse? Insomma, quantità o qualità? E’ su questo quesito che mi sono arenata. Come dice la citazione: “E’ una cosa più grande di me”.